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Non solo la droga, ma soprattutto la tecnologia nel fronte “no dipendenze”.

Continua il tour di sensibilizzazione. Indirizzato verso i giovani, certamente il bersaglio preferito dalle dipendenze, di qualsiasi genere. Non solo droga, ma anche gli apparati elettronici hanno la loro valenza in un processo che coinvolge soprattutto gli adolescenti. Stupefacente l’esperienza colta da una famiglia di Assemini in visita al Centro Commerciale “I Fenicotteri”: padre, madre e due figli. Nessuno dei due ragazzi possiede un cellulare, davvero una mosca bianca di questi tempi. Roberto Betocchi è il coordinatore generale del progetto “no dipendenze”: “La campagna funziona perchè sia i genitori che i figli sono attenti. Smartphone si, ma con giudizio e soprattutto sotto il vigile controllo dei grandi. Ed è già questo un passo importantissimo in prospettiva futuro. Poi ci sarà da verificare il pericolo delle anfetamine nei locali”. Roberto Betocchi è il “deus ex machina”, ma Alex Musa, cantante principalmente, è colui che si occupa dell’organizzazione degli eventi. Una sorta di “Direttore Artistico” ed un tecnico ludico-sportivo in grado di comunicare in modo semplice e disinvolto. “Andiamo nelle scuole per un approccio differente.-ha detto Musa-Non siamo noi ad andare verso i ragazzi, ma è esattamente il contrario. Parliamo di alternative a certe forme di dipendenza, lo sport anzitutto. Le discipline che si praticano distraggono i giovani che hanno altro a cui pensare dunque. Ci sono anche psicologi che ci aiutano nel nostro lavoro. Alla base di ogni dipendenza ci sono dei disagi e per questa ragione dobbiamo riuscire a scoprire quelle che sono le manchevolezze. I ragazzi possono capire che attraverso lo sport possono avere certi risultati che li aiutano ad avere autostima. Hanno bisogno di essere stimolati ed infatti sono loro che ci fanno le domande ed attendono le nostre risposte. Sono loro che partecipano in prima persona e sono protagonisti di uno “show-interattivo” che non fa altro che gratificarli”. E conferma tutto la giovanissima Laura Lotta, che gestisce lo “stand” da scafata veterana: “Si avvicinano i miei coetanei ed espongo le nostre iniziative. La comunicazione, ovviamente se fatta in un certo modo è utilissima”.

SERGIO DEMURU